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Il decreto PNRR diventa legge: nuove norme anche per la sicurezza sul lavoro

Con il PNRR entrano in anche nuove norme per la sicurezza sul lavoro vediamolo in dettaglio:

Il Decreto PNRR, ora legge con la conversione avvenuta il 29 aprile 2024, porta importanti novità non solo per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma anche per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Le modifiche e le integrazioni apportate durante la conversione includono punti cruciali:

  1. Indicazioni sui contratti per appalti e subappalti: Il decreto fornisce linee guida chiare sui tipi di contratti da utilizzare nei settori degli appalti e subappalti di opere e servizi, puntando a migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori in queste attività.

  2. Revisione del sistema di patente a crediti: Una significativa riforma riguarda il sistema di patente a crediti, che diventerà operativo a partire dal 1° ottobre 2024. Questa revisione mira a ottimizzare il sistema e a rendere più efficaci le misure di sicurezza sul lavoro.

  3. Nuove soglie per la verifica di congruità della manodopera e sanzioni: Il decreto stabilisce nuove soglie per la verifica di congruità della manodopera, sia per gli appalti pubblici che privati. Inoltre, vengono introdotte sanzioni più severe per coloro che non rispettano le norme sulla sicurezza sul lavoro, al fine di garantire un ambiente lavorativo più sicuro per tutti.

Appalti

Gli appalti di opere o servizi e il relativo subappalto sono soggetti a nuove disposizioni secondo quanto riportato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una delle novità fondamentali riguarda l’obbligo di corrispondere un trattamento economico ai lavoratori non inferiore a quello stabilito dal contratto collettivo nazionale e territoriale, negoziato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentative a livello nazionale e locale, e applicato nel settore e nell’area geografica specificamente connessi all’attività oggetto dell’appalto e del subappalto.

In precedenza, il Decreto Legge n. 19 del 2024 faceva riferimento esclusivamente al contratto collettivo maggiormente applicato, senza specificare la necessità di aderire a quello comparativamente più rappresentativo sul piano nazionale e territoriale.

La patente a punti

Anche il sistema di patente a crediti per imprese e lavoratori autonomi ha subito modifiche durante la fase di conversione in legge, come riportato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Inizialmente, il Decreto Legge limitava l’utilizzo della patente al contesto dei cantieri edili. 

Tuttavia, con la nuova legge, la patente potrà essere applicata anche in altri settori di attività, i quali saranno identificati attraverso un decreto del MLPS, previa consultazione delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative.

Inoltre, sono state escluse dall’obbligo di possesso della patente le seguenti categorie:

  • i meri fornitori;
  • i prestatori di servizi di natura intellettuale;
  • i soggetti in possesso di un documento equivalente rilasciato da un altro Stato;
  • le imprese in possesso dell’attestato di qualificazione SOA.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sarà responsabile di definire con un apposito decreto le seguenti disposizioni:

  • le modalità di presentazione della domanda per ottenere la patente;
  • i contenuti informativi della patente stessa;
  • i presupposti e la procedura per la sospensione della patente;
  • i criteri per l’assegnazione di crediti aggiuntivi rispetto al punteggio iniziale;
  • le modalità per il recupero dei crediti decurtati.

Ecco i principali punti relativi al punteggio della patente:

  • Il punteggio iniziale sarà di 30 crediti.
  • Non sarà consentito operare con meno di 15 crediti, tranne nei casi in cui sia in corso di esecuzione un appalto o subappalto e i lavori eseguiti superino il 30% del valore del contratto. Questa eccezione non si applica quando la patente è sospesa dall’INL.
  • Il punteggio sarà decurtato in caso di provvedimenti definitivi, come sentenze passate in giudicato o ordinanze-ingiunzione di sanzioni amministrative, emessi nei confronti dei datori di lavoro, dirigenti e preposti delle imprese, o dei lavoratori autonomi, secondo i casi e le misure indicate nell’allegato della legge.

Nuove norme sulla congruità della manodopera

Una modifica significativa riguardante la verifica della congruità della manodopera è stata introdotta, con l’implementazione di un sistema di sanzioni per i soggetti inadempienti che coinvolge sia il settore pubblico che quello privato:

  • Nei casi di appalti pubblici dal valore di almeno 150.000 euro, nel caso in cui il saldo finale venga pagato senza aver effettuato con esito positivo la verifica della congruità della manodopera, l’Autorità di Sistema (SA) valuterà negativamente la performance e invierà una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

  • Per gli appalti privati con un valore pari o superiore a 500.000 euro, il mancato svolgimento della verifica positiva della congruità della manodopera prima del pagamento del saldo finale comporterà l’applicazione di una sanzione pecuniaria che va da 1.000 a 5.000 euro a carico del committente.

Questa disposizione mira a garantire il rispetto delle norme sulla congruità della manodopera, sia nel settore pubblico che in quello privato, promuovendo una maggiore trasparenza e responsabilità nel processo di appalto e subappalto.

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